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Primera Air fallisce, i passeggeri reclamano il rimborso

 

La compagnia aerea low cost islandese ha lasciato a terra migliaia di passeggeri annunciando la chiusura permenanente delle attivià. Proprio a pochi mesi dal lancio dei voli low cost transatlantici.

rimborsi voli primera air

Volare con Primera Airline non sarà più possibile. Il primo ottobre la compagnia low cost con sede in Danimarca (ma di proprietà islandese) ha dichiarato fallimento lasciando a terra migliaia di passeggeri che ora pretendono di essere risarciti del biglietto e dei danni subiti.

Primera Air ha iniziato la sua attività nel 2003 e in 15 anni ha servito 97 destinazioni in più di venti paesi, tra i quali compare anche l’Italia. Alcuni dei suoi voli infatti collegavano l’aeroporto calabrese di Lamezia Terme con Stoccolma, Gotheborg e Malmo, mentre erano stato annunciato anche un nuovo collegamento con la città danese di Billund.

 

Le cause del fallimento

Le cause del fallimento sono da ricercare nel ritardo della consegna di alcuni nuovi aerei e nell’entrata del nuovo mercato dei voli low cost transatlantici in competizione diretta con Norwegian Air, Level e Wow Air. Una scelta, quest’ultima, che era stata comunicata con grande ottimismo e fierezza dal Presidente e direttore generale del vettore aereo Andri. M Ingolfsson che l’aveva definita “un prodotto che unisce low cost e alta qualità”, ma che ha quanto pare non si è rivelata vincente.

 

Il caso dei rimborsi dei voli cancellati

In migliaia se lo stanno chiedendo: "Come posso riavere i miei soldi indietro?".  I passeggeri che speravano di volare con Primera Air, non solo devono far fronte a un obbligatorio cambio di programma ma devono anche preoccuparsi di come rientrare delle spese del biglietto.

Questo sarà possibile solo in due casi:

 

  • Se la prenotazione è avvenuta tramite un’agenzia di viaggio o una compagnia aerea partner, in questo caso si può far leva sull’assicurazione di viaggio di tali compagnie.

  • Se il biglietto è stato pagato tramite carta di credito, per cui basta bloccare il pagamento tramite l’invio di un documento all’istituto bancario prima che venga accreditato

 

In tutti gli altri casi, purtroppo, non sarà possibile per i passeggeri ottenere un rimborso né una compensazione per i danni subiti.

 

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