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EasyJet manda in soffitta "Ladies and gentlemen" per rispetto della sensibilità gender

L’aviazione sta cambiando, ne abbiamo parlato di recente a proposito di ambiente e tecnologia, rispettivamente qui e qui, ma si sbaglierebbe a pensare che questo riguardi solo gli aspetti tecnici.

Il 2020 con il nuovo decennio porta anche con sé cambiamenti in quelli che sono i costumi, anche se ci facciamo meno caso. Basti pensare a quanto fosse normale negli anni ’90 fumare nei locali pubblici, usanza diventata barbara in Italia dal 2003.

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Anche le buone maniere possono essere inclusive o meno

La low cost inglese easyJet si adatta ai cambiamenti che oltremanica sembrano essere riconosciuti più in fretta che nel resto del continente in tema di gender, che – se necessario – ricordiamo essere la distinzione di genere non basata su differenze biologiche, bensì su rapporti e componenti sociali, culturali o di comportamento. Il classico “Ladies and gentlemen” (Signore e signori) è stato infatti abbandonato a favore del più universale “Welcome everyone” (Un benvenuto a a tutti).

La ormai vecchia introduzione “signore e signori” è sicuramente educata e probabilmente anche un po' antiquata: con la sempre più rilevante diversità di genere, a molte compagnie aeree sono state mosse osservazioni da parte dei passeggeri, che chiedono una maggiore inclusione del fattore gender nel linguaggio che viene usato quando si comunica con i propri clienti.

Proprio easyJet è stata oggetto di una critica molto diretta da parte di uno di questi viaggiatori, che ha deciso di condividere il suo pensiero su Twitter.

Come easyJet ha affrontato il tema gender

Forse anche come conseguenza del trovarsi in un contesto culturale più aperto e meno inerte rispetto a quello di molti paesi, Italia inclusa*, quando è stata oggetto dell’osservazione del suo passeggero Andi Fugard, professore associato dell’Università Birbeck di Londra, easyJet non ha scelto mezze misure e ha deciso di spegnere subito il potenziale incendio. Dopo circa mezz’ora dal tweet che riprendeva la compagnia aerea riguardo il modo di rivolgersi ai clienti, facendo possibilmente sentire discriminati alcuni di essi, lo staff della low cost ha chiarito che nella propria “organizzazione non c’è spazio per discriminazioni di qualsiasi tipo”.

A questo è seguita la domanda del professor su quali linee guida vengano fornite allo staff di easyJet a proposito di inclusione di “persone trans e di genere non binario”. La risposta, questa fornita da un secondo ufficio, è stata “È qualcosa di cui ci faremo carico e passeremo ai team che se ne occupano. Abbiamo un vasto programma di lavoro attualmente in essere, mirato alla diversità e all'inclusione ed è un aspetto su abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione.”

Da allora, easyJet ha fornito istruzioni su come relazionarsi con i viaggiatori in modo accogliente e inclusivo, come per esempio proprio usare il saluto “Un benvenuto a tutti”, ha spiegato un portavoce del vettore a The Independent.

 

Ricordiamo forse il caso più famoso del mondo economico italiano, in cui Guido Barilla, rispondendo nel 2013 a una domanda sul perché l'azienda non avesse mai fatto spot con protagonisti omosessuali, disse "Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d'accordo, possono sempre mangiare la pasta di un'altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri"

ala easyJet

Come altre compagnie aeree hanno affrontato il tema gender

Assicurarsi che i propri passeggeri siano felici è probabilmente una delle cose più importanti per una compagnia aerea. Oltre oceano, in Nord America, ci sono già stati cambiamenti nel mercato dell’aviazione civile verso un maggior rispetto della sensibilità dei clienti in materia di gender. United Airlines sin da marzo dell’anno scorso, quando si tratta di selezionare il sesso del passeggero al momento della prenotazione, offre opzioni non binarie, come “U” (per “non specificato”) e “X”, adeguandosi alle nuove diciture possibili sui documenti d’identità USA. Lo stesso ha fatto American Airlines dal periodo di Natale appena trascorso, rendendo così allineate in tal senso due delle tre maggiori compagnie aeree statunitensi.

Air Canada già da ottobre ha invece bandito, sia in inglese sia in francese, i saluti che facevano riferimento al genere sessuale, a favore di un più aperto “Buongiorno a tutti” nelle rispettive lingue.

La principale compagnia britannica, British Airways, aveva anticipato le concorrenti del vecchio continente a inizio 2019, apportando modifiche al sistema di prenotazione, che ora anch’esso offre ai passeggeri opzioni non binarie di genere come “X” o “Non specificato” invece delle tipiche “Miss”, “Mr.” e così via.

Questo vento di cambiamento sembra essere partito da ovest, nel nuovo continente, e aver viaggiato fino al Regno Unito. Vedremo quando toccherà anche l’Europa continentale e quale sarà il primo vettore dell’Unione europea post Brexit a proseguire con questa tendenza. Chissà se sarà proprio Alitalia, che avrebbe bisogno di far parlare di sé per ragioni diverse da quelle economiche.


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